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"La vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti" (Albert Einstein)

VALBONDIONE - CURO' - BARBELLINO

Percorso all-mountain in alta quota che richiede un discreto allenamento di gambe e fiato ma ne vale la pena, il paesaggio che troveremo al lago artificiale del Barbellino è incomparabile e la discesa interminabile.

Descrizione del percorso:
Il tragitto proposto parte dal punto più estremo della valle Seriana, Valbondione. Qui termina la lunga lingua di asfalto che per 50 km risale la valle dalla città di Bergamo, lasciata l'auto si prosegue con la nostra mountain bike lungo la valle scavata dal Serio percorrendo l'ampio sentiero che ci porta fin quasi alle sue sorgenti.

Sentieri percorsi: 305, 304, 324.


Visualizza curo - solo andata in una mappa di dimensioni maggiori

SCHEDA:
Distanza:
Altitudine:
Dislivello:
Durata:
Difficoltà:
Tecnica:
Ciclabilità
Fondo:
Percorribilità:
Sentieri:
24 Km (andata+ritorno)
min: 895; max: 2138
1600 metri
5 ore (andata+ritorno)
alta
media
salita 90%, discesa 100%
asfalto 3%, cemento 0%, sterrato 77%, s.track 20%
Maggio-Settembre
305, 304, 324.

Indicazioni  percorso:

Il luogo di partenza dell’itinerario è Valbondione, ultimo paese della valle Seriana, arrivati alle prime case anziché svoltare a destra per dirigerci verso il centro, proseguiamo diritti e superato un gruppo di case in pietra ci troviamo su una strada a ridosso del fiume Serio con dei parcheggi, qui lasciamo la macchina. Per ulteriori informazioni, vedi come arrivare. Il fiume Serio qua è molto diverso da quello che troviamo a fondo valle, è giovane, poco più che un torrente e scorre veloce in mezzo a grossi massi. Scarichiamo il nostro mezzo dal baule, ci vestiamo in fretta per non prendere troppo freddo, lubrifichiamo la catena, ci mettiamo in sella ed attraversiamo il ponte (fig.1) dirigendoci verso il Paese, se desideriamo possiamo prenderci un caffè che ci aiuta a uscire dal torpore.    

Prendiamo la strada che sale verso Lizzola, località turistica e sciistica della zona, superato il primo tornante, dopo 200 metri a sinistra parte la strada che sale verso la diga del Barbellino ed il rifugio curò (fig.2), sentiero n° 305 (fig.3), lo imbocchiamo e dopo pochi metri l’asfalto lascia spazio ad una sterrata in mezzo ad abeti, utilizzata dai pastori della zona e dai tecnici della diga.
Cominciamo a pedalare con forza sui pedali cercando di salvare un po’ di energie perché la salita è lunga e dura, durante la salita a sinistra, dall’altra parte della valle, è possibile vedere la località Maslana e più in alto lo sperone delle cascate del serio, quando c’è abbondanza di acqua è possibile vedere la cascata con portata ridotta. Le cascate del serio sono le più alte d’Italia con 315 metri di altezza e vengono aperte solo 4-5 volte l’anno, normalmente l’acqua è incanalata nelle tubature verso la centrale idroelettrica a valle.
Al termine della carrareccia si attraversa una valletta dove anche in tarda primavera è possibile trovare ancora una lingua di neve per poi proseguire su un largo sentiero. Fate molta attenzione nell’’attraversare il ghiacciaio.
Il sentiero dopo il primo tornante diventa erto e sassoso, ora dobbiamo utilizzare le energie tenute da parte all’inizio della ascesa per riuscire a galleggiare sui sassi. 
 

L’ultimo tratto prima di raggiungere il rifugio Curò è leggermente esposto, scavato nella roccia a strapiombo sulla valle (fig.4)  (fig.5), non è pericoloso in quanto il passaggio è largo più di un metro ma chi soffre di vertigini farà bene ad aggrapparsi alla fune agganciata alla roccia, la valle sottostante nel frattempo ci regala una vista stupenda.
Superiamo la teleferica utilizzata per il rifornimento del rifugio e dopo pochi metri siamo arrivati al Rifugio Antonio Curò dove dietro attira la nostra vista l’azzurro cobalto del lago artificiale del Barbellino. Una sosta ed un caffè e poi proseguiamo sull’ampio e comodo sentiero che risale il lago sulla sponda destra
(fig.6).
Questo tratto ci ruberà sicuramente diverse fotografie visto che le vallette attraversate e la vista sul lago non passano inosservati. 
  
Oltre il lago artificiale, proseguiamo sempre sul sentiero 324 (fig.7) (fig.8) che raggiunge il rifugio Barbellino in circa un ora di pedalata, il primo tratto costeggia il lago artificiale sulla sponda destra poi percorre la valle per altri 2 chilometri tra i sassi fino a raggiungere il rifugio Barbellino (fig.9(fig.10), dietro di esso troviamo il lago naturale del Barbellino (fig.11).
Per il ritorno si percorre la medesima strada dell’andata, sicuramente un lungo divertimento sulla nostra bike, soprattutto nel primo tratto ma attenzione a non disturbare le persone a piedi che hanno sempre la precedenza, ricordiamoci di lasciare sempre un ricordo dei bikers come persone cordiali, educate ed affabili, ne guadagneremo tutti.
Il tratto dal Curò al rifugio Barbellino è pedalabile al 95% solo l’ultimo tratto presenta un paio di salti insormontabilI in sella. La discesa è tutta da fare in sella da cima a fondo ...alla fine un po di dolore ai polsi non darà poi tanto fastidio...

buon divertimento!
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Consigli utili: 
Consiglio vivamente l'utilizzo di una sacca idrica di almeno 1,5 litri a queste quote la disidratazione è accellerata ed i luoghi di rifornimento sono solo i due rifugi. Mai bere dai ruscelli, non si sa mai cosa possa esserci a monte (esempio una carcassa di animale morto o pecore che defecano nel gretto).
Consiglio di portare tutta l'attrezzatura necessaria quando si frequenta l'alta montagna; una mantella per ripararci dalla pioggia, una seconda camera d'aria, cibo, barrette e sali.

Altro consiglio è quello di rimanere in quota a dormire in uno dei rifugi se vi và. La salita da Valbondione al rifugio Curò nel primo tratto è pedalabile al 100%, dopo il primo vallone, quando termina la sterrata diventa pedalabile al 60%.

Sconsiglio vivamente di percorrere il tragitto nelle domeniche estive perché molto frequentato.
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cascate del serio:
sono le cascate più alte d’Italia, 315 metri divisi su tre salti, il primo più alto è di 106 metri.
In passato, prima della costruzione della diga del Barbellino, erano visibili tutto l’anno, dopo l’avvio della centrale idroelettrica nel 1932 le cascate furono permanentemente chiuse, dagli anni 70 vengono aperte cinque volte l’anno, solitamente la prima domenica dei mesi da Giugno a Ottobre.

Info cascate del serio:
http://it.wikipedia.org/wiki/Cascate_del_Serio

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INDICAZIONI
FOTOGRAFICHE


fig.1


fig.2


fig.3


fig.4


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fig.7


fig.8


fig.9


fig.10


fig.11


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