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CICLABILE FIUME ADDA


Una lunga pista ciclabile di ben 50 km molto variegata per gli ambienti e le curiosità del tracciato dove nella parte centrale percorre i luoghi dove Leonardo da Vinci fece alcuni esperimenti idraulici con il fiume.

Descrizione del percorso:
La pista ciclabile dei laghi parte da Cassano d’Adda e termina a Lecco, principalmente su ampie strade bianche. Durante il percorso abbiamo modo di vedere opere monumentali e patrimonio dell’umanità come le dighe idroelettriche Edison ed Enel, Crespi d’Adda, le chiuse progettate da Leonardo ed il suo traghetto, opera idromeccanica rivoluzionaria per l’epoca. Si affiancano i laghi di Olginate e Garlate ed aree naturalistiche importanti.




Visualizza Ciclabile Adda in una mappa di dimensioni maggiori

SCHEDA:
Distanza:
Dislivello:
Durata:
Difficoltà:
Ciclabilità
Fondo:
Percorribilità:
Sentieri:
50 Km (solo andata)
50 metri (solo andata)
3 ore (solo andata)
media
100%
asfalto 20%, cemento 0%, sterrato 80%, single track 0%
tutto l'anno
nessuno

Indicazioni percorso:
Si parte da Cassano d’Adda, all’incrocio dove a sinistra parte la pista ciclabile della Martesana che termina nel centro di Milano, a destra la pista ciclabile dei laghi, quella che percorreremo noi (fig.1).
Cominciamo a risalire la roggia Martesana tenendola alla nostra sinistra, nel primo tratto di Groppello su asfalto a fianco della strada
(fig.2) ma oltre il paese ci si stacca dalla civiltà (fig.3) e si comincia a pedalare su sterrata in mezzo ai campi sempre a fianco del canale fino a Canonica d’Adda. 
Dopo la villa Melzi alla nostra sinistra e raggiunto il ponte di Canonica, allo stop proseguiamo diritti in leggera salita e dopo pochi metri scendiamo a destra (fig.4), percorriamo una sterrata a fianco di alcune vecchie fabbriche e capannoni ed entriamo nella pedonale con a sinistra ancora la roggia Martesana ed a destra il fiume Adda (fig.5). Pedaliamo per 2 km circa e raggiunte le prime case di Trezzo sull’Adda, dopo la salita del ponte (fig.6), se desideriamo, possiamo fare una capatina al villaggio Crespi, per raggiungerlo vedi la sezione in fondo alla pagina.
Proseguiamo sulla pista e passiamo sotto i piloni dell’enorme ponte della A4 teniamo la destra (fig.7) e più avanti possiamo osservare i resti del ponte visconteo, era un’opera mastodontica per l’epoca realizzata su tre livelli. Proseguiamo per pochi  metri e possiamo vedere sotto di noi l’uscita dell’acqua della centrale idroelettrica Enel che incontreremo dopo la curva, praticamente l’acqua raccolta dalla diga passa dalle turbine, percorre il canale sotterraneo della collinetta del castello di Trezzo ed esce dal lato opposto. Poco più avanti ci sono alcune vecchie foto che testimoniano la costruzione della diga. Come detto, dopo la curva a sinistra fiancheggiamo l’ingresso dell’acqua alla centrale Taccani con i relativi meccanismi di pulizia e filtraggio delle acque (fig.8).
panorama
Proseguiamo e costeggiamo per diversi chilometri l’esteso lago artificiale creato dalla diga e passiamo a fianco di un paio di ristoranti, poi un bel tratto in buona parte ombreggiato su strada bianca ci porta alle prossime due centrali Edison, dei tubi enormi portano l’acqua prelevata a monte dalle chiuse di Paderno verso le turbine che si sentono girare dall’esterno. Dalla seconda centrale possiamo osservare le chiuse alla nostra destra che sono servite in passato per superare con i barconi le “rapide” dell’Adda, molto caratteristiche, alcune sono state scavate direttamente nella roccia calcarea più avanti possiamo vedere alla nostra sinistra le chiuse ed a destra il fiume naturale con le sue forre.     Alcune chiuse le attraversiamo e purtroppo possiamo osservare il degrado di questa imponente opera di ingegneria idraulica (fig.9).
In quest’area ci sono anche alcune sorgive di acqua. Ad un certo punto, quando ci troviamo all’interno di una stretta valle, possiamo vedere sopra di noi a destra il santuario della Rocchetta (fig.10), se ci facciamo una puntata salendo lungo gli interminabili scalini, possiamo godere del panorama del fiume dall’alto, inoltre, appena sotto la chiesina, c’è una fontana d’acqua potabile. Proseguiamo sulla ciclabile, al termine dell’ultimo lungo canale asciutto e dopo l’ultima chiusa possiamo osservare la diga che incanala l’acqua verso le centrali Edison viste prima, l’acqua viene convogliata in una lunga galleria sotto terra alla nostra sinistra.
a
b
c
Proseguiamo su un tratto asfaltato e passiamo sotto la mole dell’antico ponte San Michele di Paderno (fig.11), opera di ingegneria costruito in contemporanea alla torre Eiffel e concluso nel 1890. Realizzato senza saldature, fa impressione pensare che stia in piedi utilizzando 100.000 rivetti, realizzato su due piani, sopra passano le auto a senso unico alternato e sotto il treno che lo attraversa lentamente per motivi di sicurezza, anche qui il degrado è evidente, il ponte non viene verniciato da anni ed è quasi completamente arrugginito.
Ora la ciclabile diventa nuovamente sterrata, superiamo una grande diga e dopo 3 km circa ci troviamo a Imbersago (fig.12), qui è stato ricostruito il battello progettato da Leonardo da Vinci che utilizza la corrente del fiume per muoversi da una sponda all’altra tramite un gioco di ingranaggi ed una fune tesa tra le due sponde. Più avanti troviamo una zona con diversi slarghi del fiume e laghetti, in uno di questi laghi si sono adattate delle tartarughe d’acqua tropicali, proseguiamo ed arriviamo al paese di Brivio (fig.13).
Una breve sosta e se necessario un caffè nel paese ci ristora un’ attimo, due foto al castello per poi continuare sul lungofiume ed attraversare il ponticello davanti a noi (fig.14). Attraversiamo un agro ed un bosco ed arriviamo al laghetto di Olginate e successivamente il lago di Garlate, (fig.15) percorriamo tutta la bellissima sponda escluso un tratto dove ci troviamo per due chilometri a fianco della via statale (fig.16)
Terminato il lago proseguiamo ancora per 3 km circa (fig.17) (fig.18) ed arriviamo al termine della ciclovia dei laghi (fig.19), il finale non è sicuramente in pompa magna, nessun cartello indicativo, nessun pannello informativo, solo una fontanella di pietra fa da ingresso a questa bellissima ed apprezzata opera.
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Come percorrere la Ciclovia dei laghi:
Se si desidera effettuare il percorso descritto, come normalmente succede non abbiamo nessuno che ci viene a prendere al termine dalla pista, quindi si deve partire ed arrivare nel medesimo punto percorrendo 100 chilometri. Il mio consiglio è di non partire da uno dei due estremi della ciclovia ma esattamente a metà strada, a Paderno.

In questo modo abbiamo 2 vantaggi:
1) se si è stanchi e si desidera tornare all’auto abbiamo al massimo 25 km di distanza
2) in caso di pranzo al sacco, si lascia il cibo in auto così dopo aver percorso 25+25 km della prima metà del percorso, possiamo fare “rifornimento” senza dover portare sulle spalle il cibo.

Prima si percorrerà la parte bassa del percorso fino a Cassano e poi, dopo il pranzo, la parte alta fino a Lecco.
Come raggiungere il punto di partenza di Paderno:
Provenendo da Bergamo si seguono le indicazioni per Terno d'Isola, Sotto il Monte, Carvico, Calusco d'Adda ed infine Paderno, si transita sul ponte san Michele di Paderno, si svolta a destra e alla prima a sinistra, una via alberata con parcheggi in prossimità del cimitero e di un campo sportivo. E’ un luogo perfetto per parcheggiare l’auto all’ombra, inoltre ci sono alcune panchine che utilizzeremo per il pranzo a metà percorso. Preparata la bici torniamo all’incrocio e scendiamo sulla ripida discesa di fronte a noi che ci porta nel gretto del fiume, svoltiamo a destra in direzione di Cassano seguendo la traccia.
Al ritorno torniamo alla macchina per il pranzo e poi proseguiamo la pista nella parte alta.
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Variante Crespi d’Adda:
Raggiunte le prime case di Trezzo sull’Adda, dopo la salita del ponte, scendiamo dai gradini di fronte a noi ed attraversiamo il fiume con il ponte pedonale in ferro, raggiunta l’altra sponda svoltiamo a destra e pedaliamo lungo il viale alberato, di fronte a noi troviamo il castello della famiglia Crespi e dopo la curva a sinistra entriamo nel villaggio, svoltiamo a destra e possiamo pedalando osservare alla nostra sinistra le scuole e la chiesa, poco più avanti a destra l’ingresso principale della fabbrica ed in fondo alla via il cimitero monumentale e le case dei dirigenti d’azienda.
E’ bello da girare quasi a caso ed osservare le case operaie riattate, alcune anno mantenuto l’estetica originale con giardini esterni ben curati. Crespi d’Adda è il migliore esempio di villaggio operaio del sud Europa e patrimonio mondiale dell’unescu, diverse sono le curiosità del villaggio , fu il primo paese con illuminazione elettrica “moderna” Edison, chi lavorava nella fabbrica aveva casa, orto, giardino, scuole per i figli ed altre attività tutte all’interno del villaggio, molto inusuale per l’epoca è la piscina coperta riscaldata a disposizione per il villaggio.

Vedi galleria fotografica:

Per maggiori info:
  http://www.villaggiocrespi.it/crespidadda/cosae.html
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Parco Adda Nord:
  http://www.parcoaddanord.it/

Castello e ponte di Trezzo:
  http://it.wikipedia.org/wiki/Castello_di_Trezzo_sull'Adda

Info ponte San Michele di Paderno:
  http://it.wikipedia.org/wiki/Ponte_San_Michele

Info battello Leonardo
  http://it.wikipedia.org/wiki/Traghetto_di_Leonardo


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INDICAZIONI
FOTOGRAFICHE


fig.1


fig.2


fig.3


fig.4


fig.5


fig.6


fig.7


fig.8


fig.9


fig.10


fig.11


fig.12


fig.13


fig.14


fig.15


fig.16



fig.17



fig.18



fig.19



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