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A Elio ...perchè in silenzio glie l'avevo promesso....

CAMOCC

 ovvero:  Ganda - Poieto - Amora - Bondo

Un percorso intorno al monte Rena. Ideale per le uscite domenicali e se si desidera sfidare le proprie capacità da biker a 360 gradi. Nessuna difficoltà tecnica particolare, serve solo un po di gamba e determinazione.

Descrizione del percorso:
La partenza è al campo base di Ranica (possiamo partire da altre località), percorsa la pista ciclabile della valle Seriana fino ad Albino si sale verso Bondo per poi pedalare lungo la dura salita fino a col de batès e il sentiero fino a Ganda.
Qui possiamo optare per il ritorno sul sentiero Camocc oppure proseguire e fare una puntatina al monte Poieto.
Raggiunto il punto più elevato, si scende a capofitto lungo la sterrata e poi il sentiero che porta Aviatico per poi tornate verso Ganda e imboccare il sentiero Camocc, la discesa è tecnica quanto basta ed anche la successiva discesa delle trote non scherza ma ne vale veramente l’impresa.

Sentieri percorsi: CAI 537, 538, 522, 521


Visualizza CAMOCC ovvero: Ganda - Poieto - Bondo in una mappa di dimensioni maggiori

SCHEDA:
Distanza:
Altitudine:
Dislivello:
Durata:
Difficoltà:
Tecnica:
Ciclabilità
Fondo:
Percorribilità:
Sentieri:
39 Km (andata+ritorno)
min: 278; max: 1342 metri slm.
1300 metri
4-5 ore 
alta
bassa
salita 95%, discesa 90%
asfalto 30%, cemento 20%, sterrato 20%, s.track 30%
Maggio-Settembre
CAI 537, 538, 522, 521  carta Kompass 104

Indicazioni  percorso:

La partenza è dal campo base di Ranica, dove ci dirigiamo subito verso la  pista ciclabile della Val Seriana dove pedaliamo per 9 Km fino ad Albino, ottimo come riscaldamento.
Percorso il ponte medievale di Albino proseguiamo diritti sulla strada
(fig.1) ed al semaforo ancora diritti (fig.2) fino a raggiungere la centrale via Mazzini di albino, svoltiamo a destra (fig.3) e raggiunto l’altro semaforo in prossimità del municipio svoltiamo a sinistra (fig.4) e percorriamo viale Aldo Moro che in lieve salita ci porta a Bondo Petello.
Raggiunto lo stop andiamo a destra
(fig.5) e appena scollinati imbocchiamo la via Perola a sinistra (fig.6).
La salita inizia abbastanza decisa fin da subito ma nulla di impossibile, il primo tratto è asfaltato poi diventa cementato, mantenete la strada principale tralasciando le varie vie laterali segnate come strade private (praticamente si mantiene la prima volta la strada a destra poi sempre quella di sinistra).
LA DURA SALITA AL COL DE BATES
Superiamo una radura con alcune caselle, all'incrocio proseguiamo diritti (fig.7) e dietro ad un deciso tornante a sinistra inizia il fondo in lastricato, ora le pendenze diventano imbarazzanti, in alcuni tratti bisognerà avanzare con il peso per evitare il “cappottamento”, … una vera sfida alla legge di gravità con il sedere praticamente appoggiato sulla punta della sella.
La salita è molto dura ma con calma ed un po di allenamento è possibile farla in sella, altrimenti, pazienza, si scende e si spinge .. non è un disonore … l’importante è raggiungere la meta.
Dopo quattro tornanti si raggiunge la località col de batès, proseguiamo diritti lungo l’ampio sentiero nel bosco
(fig.8), il sentiero è pedalabile escluso un tratto di 30 metri più avanti che è roccioso dove, se non si hanno doti trialistiche, bisognerà scendere a spingere.
Il sentiero prosegue con saliscendi ed attraversata una valletta vediamo sopra di noi le prime case. Anche qua per raggiungere le case dobbiamo superare 50 metri di sentiero roccioso. Raggiunte le case proseguiamo dietro a quella di destra
(fig.9) e dopo 100 metri arriviamo nella bella piazza del paese di Ganda.
Possiamo fare rifornimento alla fontana e poi proseguire lungo la strada asfaltata a destra della chiesa
(fig.10).
Ora possiamo prendere la prima decisione: scendere subito dal sentiero dal Camocc che si trova a sinistra poco prima del cartello di Ganda oppure continuare l’ascesa verso il monte Poieto.

   
Poieto:
Si prosegue lungo la strada asfaltata fino a raggiungere l’incrocio, proseguiamo diritti (fig.11) lungo la salita cementata che passa a fianco dell’osservatorio astronomico delle Orobie e raggiunge alcune baite.
Dopo 100 metri dal tornante destrorso proseguiamo diritti oltre la sbarra ed entriamo in una proprietà privata (fig.12), mi raccomando, passate davanti alla casa piano e conducendo a mano la bici, poi proseguite oltre seguendo la strada pastorale in mezzo ai campi (fig.13) fino a vedere alla nostra sinistra il ristorante Poieto sopra di noi.
Quando ci troviamo sotto l’impianto di risalita abbandonato svoltiamo a sinistra (fig.14), ora possiamo salire direttamente al ristorante spingendo la bici oppure dopo pochi metri svoltare a destra (fig.15), una sterrata ci porta ad un pianoro d’erba, pieghiamo a sinistra (fig.16) e proseguiamo fino a raggiungere l’altro impianto di risalita abbandonato e subito dietro il ristorante Poieto.
Da questa posizione, se abbiamo la fortuna di trovare una bella giornata, possiamo spaziare la nostra vista verso il paese di Selvino e dietro tutte le principali vette della valle Seriana come l’Arera, la Presolana, tutta la val Gandino con il pizzo Formico, ecc.
PANORAMA DURANTE LA SALITA AL MONTA POIETO
Ora si scende, possiamo decidere di percorrere la pista di downhill (solo se avete un mezzo adatto) oppure seguire le indicazioni: si scende alla sinistra della cabinovia (fig.17) e seguiamo la sterrata che piega a sinistra, più a valle al bivio a destra (fig.18) per poi puntare verso la pozza d’acqua e la cabinovia, raggiunta la cabinovia pieghiamo a sinistra (fig.19) passando alla destra della pozza (fig.20) quando ci troviamo al successivo bivio, andiamo a destra (fig.21), ora il sentiero diventa un bel single track ed interseca la pista da downhill. Raggiunta la sterrata andiamo a sinistra (fig.22) e poi diritti (fig.23) fino a raggiungere il parcheggio di Aviatico in località Cantul (fig.24).
Andiamo a sinistra e pedaliamo su asfalto in direzione Amora e Ganda e raggiungiamo l’incrocio fatto in precedenza , andiamo diritti (fig.25) verso il paese di Ganda e dopo il cartello ed una palizzata a destra parte il mitico sentiero Camocc (fig.26)
   
Discesa Camocc:
Una volta imboccato il sentiero a ridosso della palizzata di legno, si percorre un tratto piano fino ad una casa, poco prima si taglia nel prato (fig.27) e ci innestiamo al sentiero che scende verso destra. La prima parte di sentiero presenta alcuni tratti tecnici ed una volta superata la zona a prato dove proseguiamo sempre diritti (fig.28), diventa più scorrevole e veloce, passiamo a fianco del santuario della Madonna del Canciù e poco più avanti al bivio teniamo la destra (fig.29) dove a breve raggiungiamo il borgo di Amora bassa.
Entriamo nel borgo passando dalla porta
(fig.30) e percorsi 30 metri giriamo a sinistra nella stradina a gradini (fig.31), attraversiamo la strada (fig.32) e riprendiamo la mulattiera dall’altra parte a gradoni fino alla tribulina della madonna 200 metri sotto.
Giunti a questo punto abbiamo la seconda scelta di percorso, tagliare verso Petello oppure proseguire in direzione Della discesa delle trote (fig.33).
   
Discesa Petello:
Descritto anche nel percorso Selvino-Bondo Petello.
Al bivio andiamo a sinistra dove la mulattiera un pò pietrosa scende attraverso i boschi. E' una bella discesa tecnica in alcuni tratti anche un pò "downhill”.   
Raggiunto il guado sul ruscello lasciamo il sentiero per una strada carrozzabile sterrata che in breve ci conduce alla chiesa della madonna di Petello.
Una sosta, per poi continuare in discesa e quando la strada scende ripida in cemento, svoltiamo nel sentiero che si stacca a sinistra (pic.11), dopo un paio di bei passaggi il sentiero si unisce ad una carrareccia molto tecnica dove è difficile rimanere in piedi e poco più avanti manteniamo il sentiero che si stacca a destra in discesa.
Poco dopo raggiungiamo la salita fatta poche ore prima di via Perola.
Svoltiamo a destra e percorriamo la strada dell'andata a ritroso fino al campo base.
 
Discesa delle trote:
Questo tratto ci metterà un poco alla prova, bisognerà spingere la bici per 10 minuti ma ne vale la pena perché avremo modo di visitare il borgo abbandonato di Pradale e la discesa delle trote è meritevole anche se un poco tecnica.
Proseguiamo a destra e dopo aver attraversato un prato entriamo in una boscaglia con il sentiero in leggera discesa, superato un casello sulla destra si guada il torrente, ora inizia la breve salita verso Pradale.
Bisogna spingere la bike per 10 minuti lungo il sentiero scavato sassoso e a tornanti ma una volta superato possiamo fermarci in mezzo alle case diroccate divorate dal bosco, è un luogo suggestivo e misterioso … chissà come vivevano qua? perché abitavano così isolati? Come si organizzavano? … le domande vengono subito risolte dal cartello che si trova in mezzo alle case e spiega la storia del borgo.
pradale
CASA ABBANDONATA DI PRADALE
cartello pradale pineta delle trote
PINETA DELLE TROTE
Proseguiamo lungo il battuto single track dietro l'ultima casa che con leggere salite ci porta all'incrocio con il sentiero proveniente da Ama, continuiamo diritti, superiamo un salto roccioso e proseguiamo nella pineta delle trote (fig.34).
La discesa in mezzo ai pini è erta ma il fondo è sempre asciutto grazie agli aghi di pino e la resina che rende idrorepellente la superficie del terreno, qua la traccia è vaga, cercate di scendere tenedo d'occhio i segni blu, scegliete le traiettorie che meglio preferite oppure scendete dal mezzo fino a trovare 300 metri più a valle il sentiero che taglia la pineta, seguiamo il single track a destra, dopo 3 tornanti si esce dalla pineta e si comincia ad entrare nel bosco.
Manteniamo il sentiero principale e superati un paio di tratti difficoltosi si giunge all'improvviso sulla asfaltata (fig.35).
Da qua svoltiamo a destra fino allo stop, svoltiamo a sinistra, attraversiamo tutto il paese di bondo Petello fino a raggiungere l'incrocio fatto qualche ora prima venendo dal comune di Albino.
Non ci resta che ripercorrere la via dell'andata a ritroso ed ritornare al campo base dopo 9 km di pista ciclabile.
     
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Grazie.
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....Qualcuno afferma che le farfalle sono gli spiriti di persone scomparse.
Dedicato a Elio.
Una persona speciale che ho conosciuto nel corso della mia vita che amava la vita e vedeva le cose sempre con l'entusiasmo di un bambino. Originario di queste parti non perdeva occasione per parlare del suo paese natale. Un giorno se n'è andato di tutta fretta.

Durante la mia ascesa al Poieto, una bellissima farfalla gialla come non se ne vedono nei boschi, si mette a volare davanti alla ruota, muovendosi a scatti come ad indicarmi la via e restando sempre qualche centimetro davanti zigzgando.
La ruota della mia mountain bike la segue a fatica sulla dura salita sterrata, abbasso gli occhiali appannati dal sudore per vederla meglio, ancora pochi attimi e la farfalla scarta a destra per poi sparire dalla mia vista......
ciao Elio
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