monte Misma

Iniziare un nuovo cammino spaventa.
Ma dopo ogni passo che percorriamo ci rendiamo conto di come era pericoloso rimanere fermi.
(R. Benigni)

Un percorso che a prima vista può sembrare facile che in realtà per affrontarlo serve un po di allenamento e tanta pazienza, la dice lunga i 20 minuti di bici a spalla necessari per percorrere l’ultimo tratto di salita ma nulla di scoraggiante, arrivare sulla cima vi darà la possibilità di osservare dei panorami stupendi.

Salire al Misma senza spingere o portare la biga a spalla è impossibile, tutti i sentieri che salgono non sono pedalabili al 100% quindi, se desideriamo salire su questo bel panettone, preparatevi a qualche sacrificio ma una vota raggiunta la cima, il panorama ci ripagherà di tutte le fatiche.
Il percorso proposto prevede la salita meno tosta delle 6 esistenti, si sale da Fiobbio passando lungo una valletta e si allaccia dopo un pò al sentiero che proviene dalla chiesa della madonna del Misma e si sale alla alla cima, la discesa ripida all’inizio ma non tecnicamente difficile passa dal santuario della Forcella e per poi arrivare a Pradalunga percorrendo l’antica mulattiera che porta al santuario.
E’ possibile percorrere l’itinerario al contrario, per gli amanti delle discese estreme il primo tratto di discesa è piuttosto tecnico e divertente.

distanza: 31km

dislivello: 1000mt

ciclabilità: 85%

difficoltà: media

  vedi tutti i dati
Distanza
31 Km
Altitudine
minima: 240 mt - massima: 1115 mt
Dislivello:
1000 metri
Durata:
3-4 ore
Difficoltà:
alta
Tecnica:
media
Ciclabilità:
salita 80%, discesa 90%
Fondo:
asfalto 30%, sterrato 30%, sentiero 40%
Percorribilità:
tutto l'anno
Sentieri:
CAI 510, 511

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immagine satellitare 3D

mappa satellitare 3D

altimetria

altimetria percorso

descrizione dettagliata percorso

Luogo di partenza e arrivo è Ranica, per vedere il luogo di partenza CLICCA QUA

Raggiungere la zona:

Si parte dal campo base di Ranica e si percorre la ciclabile della valle Seriana per 10 chilometri circa fino all’altezza del ponte medievale di Albino.
Superato il ponte svoltiamo a destra PIC.1 e percorriamo la strada SP39 che sale lungo la valle del Lujo.
Percorsi 1,6 km troviamo a destra PIC.2 della strada la breve ciclovia della val del Lujo PIC.3 (mentre scriviamo l’articolo, la ciclovia non è stata ancora completata ma percorribile in qualche modo).
Al termine della ciclabile arriviamo in via sant’ Antonio che percorriamo andando a destra in salita verso il centro di Fiobbio, raggiunto il bivio andiamo a sinistra PIC.4 (attenzione alla precedenza di chi arriva da sinistra …) e superata l’antica chiesa abbandonata manteniamo la sinistra in discesa PIC.5.
Percorso una breve sterrata e raggiunto l’asfalto ed il ponte sul fiume, svoltiamo a destra e poi ancora a destra percorrendo una bella salita su una strada stretta PIC.6.

CARTELLA_PERCORSO - valle seriana bike

DIDASCALIA FOTO 1

Inizia la salita:

Raggiunto il bivio andiamo a sinistra PIC.7 e successivamente a destra PIC.8 dove cominciamo a salire lungo la dura cementata mantenendo sempre la via principale PIC.9 che entra in una stretta valle con cumuli di pietre.
Superati due tornanti e oltrepassata una sbarra si esce dalla valle e si attraversa una zona a prati con una stupenda vista verso la valle Seriana, della Presolana e dell’alpe Arera.
Percorriamo sempre la strada principale ed oltrepassiamo un’altra sbarra PIC.10.

Mi raccomando, a quanto pare stiamo entrando in una proprietà privata, come spesso accade, non è mai chiaro se il divieto è esteso a tutti o solamente alle auto, sta di fatto che la gente di questa zona è piuttosto possessiva e gelosa della proprietà, quindi passate per vostra decisione e sempre con rispetto.

Percorriamo la cementata per ancora per pochi metri e poi proseguiamo lungo la dura salita sterrata PIC.11, la salita è erta ma non impossibile, però il fondo non omogeneo ci darà filo da torcere ed arrivare in cima senza fermarsi è un’impresa solo per i più duri.
Al termine della salita troviamo di fronte a noi una baita abbandonata, passiamo sulla sinistra dell’abitazione PIC.12 e proseguiamo a mezza costa lungo il sentiero CAI 511.
Il sentiero è maltenuto e con la sede in pendenza verso valle, quindi attenzione a non scivolare.

Il breve tratto a spalla:

Al termine della traversa incrociamo il sentiero che proviene dalla chiesa madonna del Misma e che sale alla cima PIC.13, carichiamo la bici a spalla ed andiamo a destra, dobbiamo faticare con la bike a spalla per circa 20 minuti, questo tratto è piuttosto ripido e pieno di rocce, quindi armatevi di pazienza e pian piano risalite la montagna fino a raggiungere il panettone d’erba del Misma, qui è possibile riprendere a pedalare fino a raggiungere il culmine della croce a 1160 metri.

CARTELLA_PERCORSO - valle seriana bike

DIDASCALIA FOTO 2

Se abbiamo la fortuna di trovare una giornata limpida, da questa posizione possiamo spaziare con la vista a 360° e “scoprire” tantissime montagne intorno a noi, grazie al pannello di segnalazione che ci aiuterà a riconoscere tutti i rilievi, si va dalla Presolana e Arera, fino al pizzo del diavolo di tenda, pizzo Camino, Adamello, Redorta, e tanti altri.

CARTELLA_PERCORSO - percorso MTB

DIDASCALIA FOTO 3

La discesa:

Ora inizia la discesa, cominciamo a scendere dal lato opposto da dove siamo arrivati “puntando” verso le antenne, rimaniamo sempre in cresta, superiamo le antenne e dopo una breve salita arriviamo alla seconda croce. Sempre rimanendo in cresta cominciamo a scendere nei boschi lungo un single track piuttosto impegnativo e ripido per 500 metri circa fino a raggiungere il pianoro d’erba sottostante.
Scendiamo lungo il sentiero che passa in mezzo al prato e giriamo intorno alla casa a sinistra PIC.14, raggiunto il cancellino PIC.15 proseguiamo lungo il sentiero avendo cura di richiuderlo e poco dopo al bivio teniamo la destra PIC.16.
La discesa è veloce e facile, molto divertente, dopo un pò passiamo in mezzo ad una casa (piano, mi raccomando!) PIC.17, poi sotto un'altra PIC.18 e prima di alcuni pini teniamo il largo sentiero a destra PIC.19 che con una doppia curva attraversa un boschetto e poco dopo raggiunge la sterrata PIC.20.

Ora possiamo seguire il percorso descritto qua sotto oppure allungare il tour salendo verso il parco valpredina e pradale descritto nel percorso Forcella - Spersiglio - Sentiero natura .

CARTELLA_PERCORSO - lago di garda MTB

DIDASCALIA FOTO 4 (laterale sinistra)

Il ritorno:

Svoltiamo a destra e scendiamo per 1 km fino al santuario della forcella. Non ci resta che scendere a valle non facendo la strada asfaltata, bensì l’antica mulattiera che scende molto ripida con massicciate e gradini, molto divertente! La mulattiera inizia appena sotto il santuario PIC.21 ed attraversa diverse volte la strada asfaltata PIC.22 PIC.23 PIC.24 e ci porta al centro storico di Pradalunga.
Lo attraversiamo e scendiamo sulla provinciale, svoltiamo a destra in direzione di Albino e dopo pochi metri andiamo a sinistra verso il bar degli alpini e dunque raggiungiamo la pista ciclabile della valle Seriana che percorriamo andando a sinistra fino a ritornare al campo base di Ranica.

CARTELLA_PERCORSO - bergamo MTB

DIDASCALIA FOTO 4

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Grazie!
Buona pedalata!


. . . una dedica importante . . .

dedicato a Cristina - Roby

Santuario Ss. Trinità - Fiobbio. ....Dedicato ad una donna speciale...

Come raggiungere il punto di partenza:

Autostrada A4 Milano-Venezia, uscita Bergamo. Alla Rotonda dopo il casello prendere la seconda uscita con indicazioni Valle Seriana - Alzan L., passare il cavalcavia e dopo 1 Km tenere la destra salendo sul cavalcavia (indicazioni Val Seriana - Torre Boldone). Giunti al semaforo proseguire diritti e uscire al secondo svincolo con indicazione Ranica - Gorle.
Allo stop a destra, proseguire diritti e alla rotonda a diritti dove sulla sinistra troviamo il parcheggio di via Zopfi, campo base di Ranica.

NB: clicca sull'immagine per ingrandire


info utili:

Nella Valle del Lujo, poco a monte dell’abitato di Abbazia, a partire dalla fine del XIX secolo si iniziò a cavare la pietra “Abbazia”.
Grosse lastre calcaree di color cenerino - grigio tortora con fratture bianche, venivano tagliate dalla montagna per essere usate come pietra da costruzione o da decorazione.
Lo stesso impiego nel territorio locale è molto più antico, basti ricordare le lastre grigio-bruno con spiccate venature di calcite del “Marmo di S. Benedetto” utilizzate per la costruzione e il decoro dell’edificio del monastero cistercense di Abbazia (XII secolo).


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